20-11-08

Il Bookmaker e le agenzie scommesse

Il Bookmaker è un organizzazione divisa in agenzie anche detti "punto scommesse" legalmente autorizzata per la raccolta di scommesse sullo sport o su eventi come reality show o politici o altro.

Il bookmaker è il banco, colui che offre scommesse a quota fissa su molti avvenimenti sportivi e non. Anche conosciuti come allibratori per valutare la loro affidabilità occorre prestare attenzione, (fermo restando, ovviamente, il corretto pagamento delle vincite) soprattutto al libro o lavagna. Termini tecnici come lavagna che deriva dall'ippica, dietro cui si nascondono i margini con cui opera il bookmaker. Altri strumenti che certificano la professionalità e serietà del bookmakers sono un palinsesto vario e corposo (per lo scommettitore è infatti importante avere a disposizione un alto numero di eventi su cui puntare), una ricca tipologia di giocate (con possibilità di abbinare tra loro diversi sport) ed i massimali di vincita. Quest'ultimo non trascurabile dettaglio, spesso neanche preso in esame dagli scommettitori meno smaliziati, serve a stabilire se vi sono limiti di pagamento alla giocata. Prima di scommettere bisogna sempre consultare il regolamento onde evitare inconvenienti o spiacevoli sorprese. Sostanzialmente il lavoro del bookmaker si divide in due fasi: lanciare le quote d'apertura e, dopo aver visto come si orienta il mercato, modificarle in base ai movimenti di gioco.

Le quote di apertura sono frutto di giudizi su valore e stato di forma delle squadre, fattore campo, squalifiche, infortuni ma anche considerazioni di carattere generale. Come il numero di tifosi di ogni singolo club. Difficilmente, anche nei periodi più bui della loro storia, Juve, Inter e Milan, scontri diretti a parte, hanno avuto quote troppo vantaggiose. Questo perchè nessuno dei numerosissimi fans di queste blasonate formazioni, salvo sporadiche eccezioni, giocherebbe contro la propria squadra. Dal momento dell uscita le quote d'apertura sono in costante evoluzione a seconda di come si muove il popolo degli scommettitori. In altre parole, più soldi andranno sul segno 1 di Juventus-Crotone, più la quota dei bianconeri tenderà a calare. Con queste variazioni il bookmaker si prefigge due obiettivi: ridurre i rischi del banco e scoraggiare ulteriori scommesse sullo specifico segno di quel determinato evento. In ultima analisi, se le quote di apertura rispecchiano abbastanza fedelmente l'esatto valore delle forze in campo (con qualche clamorosa eccezione), quelle mosse dal mercato sono solo uno strumento di difesa per arginare la tendenza dello stesso. Le ore che precedono l'inizio delle partite sono vissute con trepidazione dalle varie Compagnie di Scommesse. L'esito di un match può infatti spostare, sia in positivo che in negativo, grandi quantità di denaro.
Ed il bookmaker può incrementare o diminuire notevolmente i suoi profitti. Come già detto in altre pagine chi tiene il banco, a gioco lungo, guadagna sempre. Ci possono essere annate molto buone ed altre meno favorevoli ma l'attivo è comunque assicurato. Tutto questo non dipende solo da elementari questioni matematiche ma è anche una stretta conseguenza del grande livellamento presente nel calcio moderno. Per restare in Italia, se nell'arco di un campionato, Juve, Inter e Milan non hanno praticamente rivali, in una partita secca chiunque può battere chiunque. Se pensate che il bookmakers, per dare il via ai festeggiamenti, si accontenterebbero di un pareggio di almeno una delle tre grandi. Esempio: ammettiamo che, nel campionato 2004/05, molti scommettitori abbiano giocato la tripla base con i successi di Juve, Milan ed Inter. Ebbene, solo 6 volte su 38 giornate le tre grandi hanno vinto contemporaneamente.
Escludendo i turni in cui vi sono stati gli scontri diretti, il dato rimane comunque impressionante e rende l'idea di come sia facile per il banco avere ragione dello scommettitore tipo. Un soggetto che rappresenta il cliente medio degli allibratori e che spesso si complica l'esistenza, magari aggiungendo alla tripla di partenza una quantità industriale di doppie chance. Vi siete mai chiesti come ragiona un bookmakers? Preferisce chi scommette con la mentalità da Superenalotto, ovvero chi ha la sindrome da multimiliardario e mette insieme una lunga fila di partite nel tentativo (quasi sempre fallito) di farsi consegnare legalmente l'intero incasso della giornata? Oppure ha un debole per chi si sofferma solo su una partita, al massimo su una tripla, magari sbattendoci sopra un importo tutt'altro che disprezzabile? Nessun dubbio: il banco teme il giocatore dal secondo profilo. Possiamo infatti garantirvi che quando arrivano certe multiple, gli allibratori si fregano le mani e cominciano a festeggiare. Se infatti con una singola il margine del banco è in genere del 10%, con le cosiddette martingale il margine aumenta in maniera considerevole fino al punto di rendere il confronto proibitivo anche per il più abile scommettitore del mondo.